I migliori caschi della storia

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Chi lo avrebbe mai detto che anche i caschi da moto hanno un loro passato e una storia che va di pari passo a quella della motocicletta?
Si tratta di una vicenda affascinante ricca di personaggi amanti della velocità e della strada, bikers che hanno scritto un capitolo importante nel grande libro di questo sport e di questa passione viscerale. 

Proseguendo con la lettura scopriremo quali sono i migliori caschi della storia, in un curioso viaggio nel tempo che di sicuro vi sorprenderà.

Le origini del casco 

Oggi la moto è sinonimo non solo di libertà, ma anche di velocità, con un pizzico di sano entusiasmo per il rischio: per questo motivo il casco è un elemento fondamentale all'interno dell'equipaggiamento di ogni motociclista. 

Dobbiamo sapere, però, che alle origini la moto non nasce per sentire l'ebbrezza dell'acceleratore, ma come puro divertimento, quindi il casco non è un'esigenza, una protezione necessaria come lo è ai giorni d'oggi. L'inventore della moto, Gottlieb Daimler, costruisce una sorta di casco primordiale, un berretto di pelle con fodera in pelliccia, ma ha una funzione prevalentemente decorativa, non certo protettiva.

I primissimi caschi nascono agli inizi del XX secolo e sono realizzati in cuoio e a forma di scodella, con degli ulteriori bordi sempre in cuoio che servono ad attutire meglio i colpi. Assomigliano agli elmetti militari dei soldati inglesi del XVII secolo e per questo motivo sono chiamati Cromwell. Il 1922 è l'anno che sancisce definitivamente l'obbligo in Italia di indossare il casco: l'occasione è la mitica 3° coppa d'Inverno di Montechiari, vinta dal motociclista Mario Cavedini a bordo della sua Guzzi.

Negli anni a seguire il casco subisce diverse modifiche, si sperimentano imbottiture con sughero, polpa di legno, gomma e tela, ma è la tragica morte di Lawrence D'Arabia che dà il via a studi sempre più ricercati sulle lesioni alla testa da incidenti da moto. Nel 1941 l'esercito britannico, dopo aver perso due dei propri migliori centauri in due incidenti in una sola settimana, impone l'obbligo del casco con imbottiture in sughero o in gomma. 

Intanto, due scuderie importanti come la Harley Davidson e la Indian Motorcycles progettano motociclette sempre più veloci, con un incremento delle vittime della strada.

Il primo vero e proprio casco degno del suo ruolo è quello progettato dal dottor Lombard dell'Università del South California, nel 1953, dotato di una copertura esterna molto resistente e di due imbottiture interne per il comfort e per attutire il colpo e disperdere l'energia causata dall'impatto.
Segue il casco Bell del 1954, costruito da Roy Richter.

La garanzia Snell

Oggi sappiamo che ogni casco deve essere approvato dalla Snell Memorial Foundation, società leader nella protezione e nei test di sicurezza, e deve portare l'adesivo che ne attesta l'efficienza con il suo logo. La realtà nasce nel 1957 in memoria di Pete William Snell, morto in un incidente automobilistico: a partire da questa data fino ad oggi, la società ha la libertà di eseguire test specifici sull'efficienza del casco, senza alcune intromissione del Governo o dei marchi produttori.

Nel 1961 anche in Australia diviene obbligatorio l'uso del casco, ma la legge universale in tutto il mondo è ancora lunga da raggiungere.

È nel 1966 che gli Stati Uniti rilasciano un emendamento per cui l'uso del casco diventa obbligatorio, pena l'eliminazione di sovvenzioni e finanziamenti agli Stati Americani per la costruzione di autostrade e strade ad alta velocità. 
Inoltre, vengono emanate delle specifiche norme che attestano degli standard di sicurezza per tutti i produttori di caschi sul mercato americano, da rispettare con attenzione.

Nel 1971 Bell brevetta il primo casco integrale, il B Star Helmet, e un modello per moto fuoristrada.

Il casco anni '70

Questi modelli sono tutt'ora molto ricercati dagli amanti del vintage e dagli appassionati di moto d'epoca.

Un casco di questo genere ha un appeal molto forte, con un design aggressivo ma allo stesso tempo elegante e sofisticato, con tinte dense e decise nei toni del verde bottiglia e dell'oro.
Si sposa a meraviglia con un look casual chic ma anche con la tuta imbottita tipica di un biker.

Per utilizzare ancor oggi un oggetto originario degli anni '70 come un casco vintage è necessario assicurarsi della sua sicurezza e che sia costruito con materiali durevoli nel tempo e attualmente resistenti agli urti. Inoltre, è indispensabile valutare le condizioni delle imbottiture.

Il modello storico di casco anni '70 è il Gringo, prodotto dal marchio Biltwell, con uno stile vintage tipico di quell'epoca, con la fiamma ruggente che percorre il guscio, oppure nella versione opaca più hard e aggressiva. 

Un altro casco da menzionare è il Viper, realizzato in fibra di vetro, con un look retrò e la visiera imbottita di pelle e cuoio.

Il modello cult dei bikers è di sicuro quello della Harley Davidson, sia a calotta che integrale, da personalizzare con adesivi vintage e scritte.

Il casco negli anni '80

Con l'avvento delle attuali case di produzione e scuderie come la Suzuki, la Honda, la Yamaha e la nostrana Ducati bolognese, la moto diventa sempre di più uno sport diffuso in tutto il mondo che appassiona milioni di persone e tiene attaccati allo schermo del televisore durante le gare. 

Un modello di moto molto in voga in quegli anni è la Enduro che permette non solo di correre sulla pista ma anche di godere dello spirito di avventura ed esplorazione su strade sterrate. Da qui deriva il modello di casco dello stesso nome che tutt'ora ha un grande successo sul mercato.

I migliori caschi da moto oggi

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Tags: caschi

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