Moto GP 2018 Sepang: Risultati e Commento

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Per la penultima gara del campionato in Malesia, dopo le qualifiche, ci aspettava un trenino di piloti in lotta per il podio e forse per la prima posizione. Il clima, le decisioni della direzione gara ed altri eventi inaspettati hanno cambiato le carte in tavola. Andiamo a scoprirle.

MotoGP 2018 Sepang

MotoGP 2018 Sepang - Risultati:

1. Marquez;

2. Rins;

3.Zarco;

In difficoltà questa volta Dovizioso e caduto Valentino Rossi dopo una gara perfettaAnche Iannone caduto poco tempo dopo lo spegnimento del semaforo.

 

MotoGP 2018 Sepang - Commento:

I pretendenti al podio nella gara in Malesia? Fino a Sabato certamente Marquez, Rossi, Zarco, Iannone, Dovizioso. Ma anche Rins e Vinales, leggermente in ritardo rispetto i primi cinque citati. Queste erano le aspettative; differente è stata, poi, la gara di ieri. Le motivazioni?

La mia analisi:

LA DIREZIONE GARA – Di certo non una colpa ma una scelta. Hanno deciso di anticipare la gara per dare la possibilità ai piloti di correre sull’asciutto. Un vantaggio per alcuni, uno svantaggio per altri.

Sarebbe stata una forte penalizzazione per Crutchlow se fosse stato in pista, sul bagnato ha sempre fatto gare a sé, fuori dalla norma.

ANDREA DOVIZIOSO e DUCATI -  Ducati sul bagnato è sempre riuscita a tirar fuori il “coniglio dal cilindro”, già da quando Valentino correva con loro. L’ anno scorso avevano espresso tutto il loro potenziale con una doppietta qui in Malesia, ma quest’anno l’assenza di Lorenzo  e,ancor di più, la decisione della direzione gara hanno pesato sul risultato.

Nota tecnica:

Il circuito di Sepang asciutto è sempre stato ostico alle Desmosedici, probabilmente la colpevole principale è la temperatura. A temperature più alte cambiano i valori di densità dell’aria cambiando, quindi, la quantità di aria necessaria  per esprimere tutta la potenza effettiva del motore.. E’ lo stesso effetto di calo di potenza che si riscontra durante i passi di montagna quando l’altitudine aumenta. Ma essendo la potenza uno dei punti di forza di Ducati è un’aspetto che facilmente è stato previsto per i settaggi della moto prima della gara. Più difficile è, invece, compensare gli effetti della temperatura sulle gomme ed in particolare sul grip della moto. Infatti l’aumento di temperatura dell’atmosfera è modesto rispetto all’aumento di temperatura dell’asfalto legato ad una gara asciutta. Bisogna sapere che i materiali a diverse temperature cambiano la loro struttura allotropica (l’ordine con cui si dispongono le molecole) cambiando anche i comportamenti del materiale stesso. Per esempio cambia il coefficiente d’attrito, nel caso delle gomme, cambiando, così, anche il grip della moto. Moto come le Ducati, ancora poco flessibili sotto questo aspetto, soffrono  maggiormente le differenze di temperatura in assenza di prove per preparare il giusto assetto.

ROSSI e MARQUEZ – esiste una filosofia che spesso viene legata al mondo del business in cui si parla della contrapposizione tra il gioco di tipo finito e di tipo infinito. Il gioco finito è la competizione che avviene con regole che determinano il vincitore tra i vari partecipanti. Nel gioco infinito i partecipanti  competono con loro stessi, consapevoli che a volte si vince e a volte si perde, ma non si potrà mai vincere sempre, rendendoli immuni di fatto alla vittoria o alla perdita.

Uno di quelli che in questi anni ha partecipato al secondo tipo di gioco è Marc Marquez::è l’uomo da battere anche per se stesso; come ho già detto nei commenti della stagione i risultati delle gare dipendono in gran parte dalla presenza o meno di errori da parte sua. Ieri c’era la possibilità che la sua foga di vincere lo inducesse all’errore:  quasi accadeva nelle fasi iniziali ma dopo  è riuscito a mettere la giusta pressione a Valentino  che si trovava in testa alla gara.

Rossi è l’altro pilota che negli ultimi vent’anni ha giocato ad un gioco infinito, diventando un simbolo: lo dimostrano, oltre ai suoi risultati, i risultati dell’ anno scorso di Morbidelli della sua School Accademy e il mondiale di quest’anno di Bagnaia con la VR46 Sky Racing Team, nonché, anche lui pilota dell’Accademy.

Anche lui in un modo o nell’altro compete sempre e solo contro se stesso e i suoi traguardi.

L’errore? Sotto questa prospettiva in quel momento ha smesso di giocare un gioco infinito per rientrare nel gioco finito della competizione contro Marquez, subendo così la pressione del risultato che l’ha indotto all’errore. Fino a quel momento invece, gara perfetta, compresa la partenza che non è mai stato il suo punto di forza.

SUZUKI – un gran peccato per la caduta di Iannone che poteva essere molto competitivo; questa volta a indurlo in errore, però a sua discolpa, è stata la quasi caduta di Marquez. In generale però è bello vedere le Suzuki così competitive anche con Rins, vedendo così fruttare l’investimento di qualche anno fa di cui ho parlato in questo articolo.

Concludo osservando ed apprezzando la guida di Zarco che mi sarebbe molto piaciuto vedere in sella a questa Suzuki l’anno prossimo.

Federico Noseda di ATuttaPiega.

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