MotoGP 2018 Buriram: risultati e commento

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MotoGP 2018 Buriram - Risultati

1. Marc MARQUEZ
2. Andrea DOVIZIOSO
3. Maverick VIÑALES
4. Valentino ROSSI

MotoGP 2018 Buriram - Commenti

Una gara diversa dal solito quella di ieri. Una gara d’attesa, strategia e precauzioni.

La motivazione è stata spiegata ampiamente da tutti i piloti dopo la gara; i calcoli degli ingegneri e le sensazioni dei piloti erano giuste: anche le più dure tra le gomme proposte da Michelin avrebbe fatto fatica ad arrivare a fine gara. Perciò tutti andavano “a spasso con il freno a mano tirato”. Dopo tanto tempo, per gran parte della gara, i primi piloti non hanno lasciato il vuoto dietro, mantenendo il trenino di testa compatto.

Solo negli ultimi giri si è accesa la miccia che ha costretto all’ennesimo confronto Marquez e Dovizioso, con un sempre più vicino Vinales alle loro spalle. Sia Ducati che Honda sono arrivate in fondo a denti stretti, con entrambi i piloti in grosse difficoltà, nonostante le precauzioni prese fino a quel momento.

Rossi, invece, ha pagato il tentativo di rimanere a contatto con i primi due, trovandosi in crescente difficoltà sul finale di gara; il suo compagno di box, invece, è riuscito a sfruttare meglio gli ultimi giri rimanendo defilato per il resto della gara.

Le prestazioni di Andrea, della Ducati e di Marc si sono rivelate, ancora una volta, eccellenti, superiori a quelle di tutti gli altri partecipanti alla gara. Un netto miglioramento per Yamaha rispetto alle ultime prestazioni ma ancora insufficienti, soprattutto per il rischio che la crescita mostrata in questo week-end possa essere un fuoco di paglia per le gare future.

Ma come mai il deterioramento delle gomme influisce così tanto sulle prestazioni della moto e dei piloti? Le motivazioni sono svariate e non semplici.

Quando una gomma si rovina cambiano le sue capacità di fare presa sull’asfalto, andando cambiare le sue prestazioni. Rovinandosi diminuisce il coefficiente d’attrito tra copertone e pista andando ad influenzare tutte e tre le fasi della curva: frenata, percorrenza e uscita. Avendo meno attrito a disposizione la ruota anteriore tende a scivolare maggiormente sull’asfalto andando ridurre la capacità di fermarsi della moto e costringendo il pilota a frenare prima.

Avendo meno aderenza, si perde tempo anche nella fase di accelerazione in quanto la ruota tende a slittare scaricando meno potenza a terra. In pratica diminuisce la spinta che si riesce a dare alla moto aprendo il gas. Alcune formule fisico-matematiche della dinamica dei veicoli legano gli angoli di piega alle velocità di percorrenza di curva e ai fattori d’attrito.

Attraverso queste formule si deduce che maggiore sarà l’aderenza e maggiore sarà l’angolo di piega raggiungibile in curva. Il legame tra la piega e velocità di percorrenza fa si che al crescere del primo cresca anche la seconda; di conseguenza queste formule spiegano come un minor coefficiente d’attrito riduca, oltre alla frenata e all’accelerazione, anche la velocità con cui si percorre la curva.

In MotoGP, dove ogni dettaglio fa la differenza, questo tipo di problema e l’impossibilità di prevedere la velocità d’usura delle gomme in situazioni limite come quella di ieri, posso comportare un velocissimo e inaspettato calo di prestazioni della moto.  Da questo si spiegano le precauzioni prese dai i piloti e dai team durante la gara di ieri.

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Federico Noseda

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