MotoGP 2018 Valencia: risultati e commento

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L’ultima gara della stagione in una parola?  Girotondo, se la si guarda con superficialità, chirurgica se si fa attenzione ai dettagli.

Moto Gp 2018 Valencia

MotoGP 2018 Valencia: risultati 

1, Dovizioso;

2, Rins;

3, P. Espargaro;

Marquez, Miller, Petrucci, Vinales, Morbidelli, A. Espargaro, Iannone, Pirro e Luthi caduti nella porzione di gara precedente alla sospensione per troppa pioggia.

Caduti nella seconda parte di gara Rossi (a 4 giri dalla fine) e Bautista.

MotoGP 2018 Valencia: commento 

Tutti lo sanno: il girotondo si conclude con un “tutti giù per terra”. Ed è quello che è accaduto a Valencia, come spesso accade nelle gare con condizioni climatiche così complicate; la difficoltà per il pilota sta nel trovare il ritmo costante che gli permetta di essere competitivo ma, contemporaneamente, di stare in piedi.

In questi casi l’esperienza e un pizzico di predilezione accompagnata dalla follia aiutano sempre. Ecco perché in situazioni del genere alcuni piloti riescono a riprodurre gare spettacolari e fuori dalla norma, aumentando, però, il rischio caduta. Tra questi piloti ci sono di diritto Rossi, Dovizioso, Crutchlow, Miller, Petrucci e Marquez. Nonostante le cadute che hanno reso impossibile azzeccare i pronostici tenendo tanti big lontani dalla bandiera a scacchi, la gara ha sottolineato le capacità e la professionalità di questi campioni.

Gli amanti del motociclismo hanno sicuramente notato la tecnica di cambiata di Rins,  che inseriva due marce invece di una per mantenere l’erogazione fluida, ma  soprattutto la concentrazione con cui tutti i piloti portavano la moto da una parte all’altra della pista. Si aveva la percezione che fossero su un altro livello di attenzione rispetto al solito.

Cercavano di controllare ogni movimento della moto tenendo la rotellina della sensibilità girata al massimo. In ogni curva, frenata ed apertura di gas erano delicati e chirurgici. In pratica sembrava danzassero sulla pioggia con una bambola di porcellana, una di quelle molto fragili che devi tenere con due dita  per paura di romperla in mille pezzi. Fare 20 giri in queste condizioni richiedono attenzione e capacità fuori dalla norma e nonostante questo basta un minimo errore lo si paga caro.

Così Marquez, il talento per eccellenza, conclude l’anno non potendo appagare la sua voglia di vincere in una pista in cui è sempre stato il punto di riferimento. Non vince ma, di fatto,  non perde nulla, se non in soddisfazione personale. Le Yamaha sono costrette a buttare al vento l’ultima delle, già poche, possibilità di fare un buon risultato. In particolare Rossi stava firmando una gara spettacolare che gli avrebbe consegnato il secondo posto partendo sedicesimo.

Nota positiva: nelle ultime due gare, errori a parte, le M1 hanno dato buoni segnali di ripresa; forse un buon punto di partenza per il 2019.

Mentre chiudono la stagione dando conferme Dovizioso e Ducati che si dichiarano con i fatti e le parole pronti per la lotta del mondiale 2019 insieme al nuovo compagno Petrucci: a detta di Andrea potrebbe aiutare molto migliorando il clima nel box e la tranquillità in pista, requisito fondamentale per la costanza dei risultati.

Note positive anche per il podio di KTM che continua il suo percorso di crescita nel mondiale con mosse molto furbe: la prima quella di aprire un team satellite con tech3 e la seconda di acquisire Pedrosa come collaudatore.

Molto positiva anche la continua crescita di Suzuki a cui a breve mancherà solo un pilota importante per riuscire a stare al passo di Honda e Ducati.

Articolo di Federico Noseda di ATuttaPiega

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