MotoGp Aragon 2018 - Risultati e commento

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Anche tu, come me, sei un appassionato di moto e di motoGP? Anche tu anno dopo anno hai seguito i campionati? Forse allora ti sarà capitato di chiederti quanto realmente contasse la superiorità della moto rispetto al talento del pilota. L’analisi della gara di Aragon puo’ aiutarci a trovare delle risposte.

MotoGp Aragon 2018 - RISULTATI:

       1. Marquez;
       2. Dovizioso;
       3. Iannone;

 Ottavo Rossi, decimo Vinales e caduto alla prima curva Lorenzo.

 

MotoGp Aragon 2018 - COMMENTO:

Per risolvere il quesito iniziale conviene fare una panoramica generale. Da una parte trovi Marquez: un fenomeno assoluto, un peso massimo, anzi, IL peso massimo della motoGP. Il suo comportamento in gara fa la differenza, un po’ come Valentino Rossi fino a 10 anni fa.

Sembra che tutto dipenda dalla sua disponibilità a rischiare o dalla sua necessità di “accontentarsi” del secondo o del terzo gradino del podio. Veloce, pronto a combattere e nella maggior parte dei casi anche preparato a gestire le gare. Tutto questo in sella alla Honda: un’ottima moto ma non la miglior in pista. Non sempre pulita e ferma in curva e nemmeno la migliore per potenza erogata ed accelerazione.

Dall’altra parte trovi Dovizioso: un pilota concreto, fortissimo rispetto alla normalità ma che ha faticato ad emergere nel mare di fenomeni della classe regina. Ha faticato fino all’anno scorso, anno in cui si è giocato il mondiale fino all’ultima gara. Negli anni, il durissimo lavoro sulla costanza e sulla forza mentale gli hanno permesso di entrare di diritto nella lista dei top-rider.

Un po’ lo stesso percorso fatto da Ducati: una moto che sembrava che si lasciasse guidare solo da Stoner, caduta  per anni nell’oblio, fino a toccare il fondo con Valentino Rossi. Da lì in poi, il forte lavoro di ricostruzione e riprogettazione le hanno permesso di essere la moto da battere. Una potenza smisurata (tanta da rendere difficile agli altri piloti di prendere la sua scia) e un invidiabile comportamento in curva.

Una superiorità che ha permesso ai suoi piloti di “rompere le uova nel paniere” a Marquez in quasi tutti i tracciati. Due abbinamenti diversi che ieri ad Aragon sono arrivati finalmente al confronto diretto e ripetuto potendo forse permetterci di arrivare ad una risposta: conta più il pilota o la moto?

Già, qui ad Aragon, Marquez ci ha dato la conferma che il pilota conta, ancora, più della moto. Forse non più come una volta, ma conta più lui.

Probabilmente sarebbe andata diversamente se Lorenzo fosse rimasto in piedi ma questa volta, al contrario della scorsa in cui giustificavo la sua scelta (commento della gara di Misano), ha commesso un gravissimo errore, un errore da principiante. Ancor più catastrofica la situazione di Yamaha. Anche in questo caso il pilota conta più della moto e così Rossi parte dalla casella numero 17 e arriva ottavo, primo tra tutte le Yamaha in pista. Non male si potrebbe pensare ma la realtà è un’altra: stiamo parlando della squadra che sulla carta doveva essere la più forte in pista.

In due anni la M1 è passata da essere la moto desiderata da tutti a quella che mette in difficoltà tutti i piloti in tutte le piste. Sembra di essere tornati a quindici anni fa, poco prima che Rossi arrivasse in Yamaha, quando era la moto di chi doveva combattere per una manciata di punti in campionato.

Ma ora Valentino non è più in grado di fare la differenza come una volta: Yamaha deve pensare ad un piano B che evidentemente non può essere Vinales.

Federico Noseda di ATuttaPiega

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