Storie di Campioni: Jarno Saarinen

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Cari amici di Motostore Premium, in questo spazio oggi parliamo di un grandissimo campione di tutti i tempi, il pilota Jarno Saarinen, scomparso prematuramente all'età di soli 28 anni durante una gara motociclistica.

Nasce a Turku, in Finlandia, l'11 dicembre del 1945, terzo di tre figli: rimane molto presto orfano del padre e si impegna sin da giovanissimo nell'azienda di pompe funebri di famiglia. Contemporaneamente a questa attività, si appassiona al motociclismo con l'amico Teuvo Länsivuori, anche lui figlio di imprenditori dell'attività funebre.

Entrambi iniziano a gareggiare nello speedway su ghiaccio, e diventano celebri nella loro terra natia finlandese per un motivo molto curioso: arrivano sempre sulla pista caricando le moto su un carro funebre, l'unico mezzo di trasporto a loro disposizione.

Dopo aver partecipato alla gara nazionale della classe 175 e 250, sulla moto Puch Tuturi realizzata con le proprie mani, Jarno inizia a montare la sella su strada, trasformando il proprio veicolo in una moto da GP.

Nel 1965 accade la svolta, acquista una Yamaha YDS3 250 e concorre nella classe 250, ottenendo immediatamente ottimi risultati e mettendosi in luce per la sua classe infallibile.

Gli anni del successo a livello internazionale

È nel 1° Maggio del 1968 che Jarno Saarinen debutta come privato nella classe 250 del Gran Premio Motociclistico austriaco nella città di Salisburgo e successivamente partecipa al campionato finlandese, gara valida per il Motomondiale. In questa occasione si piazza undicesimo. 

Negli anni successivi della sua carriera gareggia con la Yamaha YDS5, e con i guadagni da pilota riesce non solo ad abbandonare il bizzarro mezzo di trasporto degli anni adolescenziali, ma anche ad acquistare una Yamaha TD2 250, con la quale riuscirà anche ad ottenere il suo primo podio.

Jarno Saarinen si laurea in ingegneria e diventa celebre tra i colleghi per la sua grande disponibilità e per essere molto esperto nel campo dei motori, nonostante la giovane età. 
Un'altra caratteristica che lo rende unico nel suo genere è il modo di cavalcare la moto, con la gamba aperta in curva, uno stile che poi sarà adottato da molti altri suoi colleghi piloti.

In occasione del Motomondiale del 1971 la scuderia importatrice della Yamaha gli offre di cavalcare moto esclusive del brand, che lui stesso porterà alla ribalta grazie alle sue rinomate doti nel settaggio.

Il suo talento viene notato anche da Lino Tonti che gli propone di gareggiare per la casa motociclistica della Guzzi sulla pista di Modena.
Negli anni successivi è conteso sia dalla Benelli che dalla Yamaha e raggiunge il suo primo ed unico titolo iridato nel Motomondiale del 1972.

La vita sentimentale di Jarno

Il motociclista finlandese è ricordato anche per aver sposato la sua eterna compagna Soili che diventerà una vera e propria icona femminile nel campo del motociclismo.
La donna diventa il suo factotum, cronometrista, meccanico, manager e cuoca, accompagnandolo in tutte le gare e rimanendogli sempre accanto anche nei momenti più bui.

L'hannus Horribilis

È nel 1973 che perde la vita in un tragico incidente che coinvolge altri piloti, oltre alla morte del collega pilota Renzo Pasolini: è proprio per questo motivo che l'annata viene ricordata nella storia della moto come hannus orribilis, per la scomparsa di due grandi fuoriclasse del motociclismo.
L'incidente avviene sul circuito di Monza, in cui la moto di Pasolini scivola su una macchia d'olio, sparsa precedentemente da Villa, e causa la rovinosa caduta di lui stesso, di Jarno Saarinen e di altri 6 piloti, tra cui Villa, Jansanti, Jansson, Kanaya, Mortimer e Palomo.
Pasolini e Saarinen perdono la vita mentre Villa entra in coma per un'ora.

Un talento da gran fuoriclasse e un carattere amichevole

Un pilota mite, cordiale e gentile, conosciuto non solo per il suo talento ma anche per la sua passione per i motori che lo porta ad affinare tecnica ed esperienza e a conseguire la laurea in ingegneria. Jarno è ricordato per i suoi gesti di solidarietà e collaborazione con gli amici e colleghi piloti e per la sua consulenza preziosa nei box in occasione di qualche guasto.
Saarineen ama viaggiare, per questo abbraccia presto la fede motociclistica, per poter uscire dalla terra natia finlandese e conoscere altri luoghi e altre persone.

Il suo stile inconfondibile, con la coscia aperta nel momento di attraversare la curva in corsa, è la sua firma inconfondibile, un gesto che sarà imitato da molti suoi colleghi.
È una morte molto dolorosa che lo stronca a soli 28 anni, con un urto della moto di Pasolini che lo colpisce direttamente sul volto, oltre il guardrail.
Jarno Saarineen avrebbe dovuto ritirarsi dalle corse l'anno successivo, nel 1974, per poi dedicarsi all'ambito tecnico del motociclismo.
La stampa lo ricorda anche per una certa prudenza, e per aver rinunciato a delle piste particolarmente pericolose, attirandosi commenti negativi.

In quell'anno funesto, il 1973, perdono la vita due grandi del motociclismo che si erano anche sfidati sulle piste a Daytona. Il circuito di Monza da sempre è lo scenario di grandi successi ma anche di altrettanti drammi, come in quel fatidico 20 Maggio in cui anche il telecronista Mario Poltronieri perse la sua calda voce, davanti alla tragedia.

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