Storie di campioni: Wayne Gardner

In: Storie di campioni Commenti: 0 Visite: 507

L'australiano Wayne Gardner è un vero campione: ex pilota di moto e di automobili e detentore di un titolo iridato nel motomondiale. Anche il figlio è un motociclista, ma avrà ereditato proprio lo stesso DNA sfrontato e audace del padre? Scopriamo meglio la storia, i successi, la vita privata e la personalità del mitico Wayne Gardner, un campione dal quale prendere esempio.

La vita

Wayne Michael Gardner è nato a Wollongong l'11 ottobre del 1959 ed è conosciuto al grande pubblico per la sua carriera motoristica, sia in sella alle due che al volante delle quattro ruote. Già nel '79 arrivarono i primi successi con le moto, ma la sua carriera va molto oltre: è stato collaudatore, ha pilotato le Gran Turismo, ha un figlio pilota e gli è anche stato dedicato un film documentario uscito al cinema nell'agosto 2018. La sua vita e, in particolare la sua carriera, è stata densa di alti e bassi ma che non lo hanno scalfito, basti sottolineare che le piste del periodo erano solcate anche da avversari degni di nota. Sono i piloti del periodo d'oro delle corse su due ruote americane tra cui non possiamo non menzionare: Freddie Spencer, Wayne Rainey, Eddie Lawson, Kevin Schwantz e Mick Doohan, tra l'altro suo connazionale. Lui stesso affermò sorridendo in un'intervista: "Ho iniziato con una moto del valore di circa 5 dollari e in seguito sono diventato per gli australiani un vero eroe nazionale, come il tennista Pat Cash, il presidente e Kylie Minogue". 


I successi motociclistici 

Stando ai soli numeri le gare disputate da Wayne Gardner sono solo un centinaio nel Motomondiale, ma i successi sono decisamente tanti: 51 podi, 18 vittorie, 7 solo nell'anno in cui si assicurò la corona iridata e 19 pole position. Ma partiamo dall'inizio: la sua carriera da motociclista inizia nel '79 quando vinse 3 edizioni consecutive della Sei ore Castrol, portò a casa anche il titolo del campionato australiano 750, quello giovanile in Superbike nell'83 ed altri titoli nell'ambito delle gare del suo paese. Dopo una brevissima esperienza come collaudatore, approdò nel Motomondiale, classe 500, in sella ad una Honda nel 1983. La prima corsa vinta risale al 1986 durante il Gran Premio di Spagna: da lì fu un'inarrestabile ascesa fino al titolo iridato. Dall'89 però i risultati stentavano ad arrivare e Gardner si ritirò ufficialmente dal motociclismo nel 1992, ma continuò a vivere e lavorare in veste di sportivo.

I successi automobilistici 

Dopo aver concluso la carriera sulle due ruote a 33 anni, Wayne Gardner non si è certo fermato. Infatti, è stato commentatore dei Gran Premio per una TV australiana, partecipa regolarmente ad alcune gare vintage e non è raro vederlo sfrecciare in sella alle moto più nuove per effettuare dei test. Ma la carriera di Gardner è anche automobilistica: tra le esperienze più degne di nota sicuramente la partecipazione del 1998 alla 24 Ore di Le Mans. Qui la gara ha visto gareggiare ben 4 categorie, o classi automobilistiche da competizione e ognuna ha avuto il suo vincitore. Quella in cui gareggiò Wayne Gardner era la LMP1 e lui stesso ha guidato una Riley Scott MK III spinta da un motore Ford 5mila V8. Successivamente, fino al 2002, la sua carriera al volante delle supercar vantò partecipazioni costanti al Japan Grand Touring Car Championship e al V8 Supercar australiano. I risultati sono discreti e tante curiosità su questa sua passione vengono sviscerate nel docu-film di recente realizzazione: assolutamente da non perdere.

Il film su Wayne Gardner 

Wayne è il film documentario presentato il 3 di agosto del 2018 in occasione del Melbourne Film Festival. Wayne: The Wayne Gardner Story, è davvero una pellicola emozionante e che svela i retroscena, le vittorie, ma anche i periodi difficili, di un pilota spesso non abbastanza acclamato, almeno in Italia. In tanti lo definivano il pilota solitario e grazie alla visione del film le nuove leve potranno sicuramente conoscerlo e scoprirlo, mentre i più grandi faranno un passo indietro nel tempo e ne apprezzeranno le tante sfaccettature. Nel docu-film tanti documenti video dell'epoca, qualche intervista e i racconti in prima persona dell'esilarante Wayne Gardner: un viaggio trionfale e leggero, a tratti improbabile che lo portò da una bicicletta da 5 dollari al summit internazionale del suo sport. Infine, nella pellicola, anche i ricordi di quel drammatico incidente che coinvolse non solo Gardner, ma anche l'italiano Franco Uncini durante il Gran Premio d'Olanda nell'83.

Il figlio pilota 

Wayne Gardner ha passato il suo DNA da motociclista anche a suo figlio, Remy Gardner, classe 1998. Lui è nato a Sidney il 24 febbraio ed inizia già da piccolissimo a cavalcare moto da enduro e da cross, mentre a soli 10 anni approda alle corse su strada. Partecipa dapprima al Trofeo Internazionale NS100F e al Campionato MRRDA Nippers in Australia, specifico per i minori di 13 anni. Nel 2011 partecipa al Campionato Velocità Mediterraneo e poi in quello Velocità, entrambi in Spagna: la sua carriera poi si concentra nel Motomondiale. Nel 2014 debutta in Moto 3, sostituendo il pilota infortunato Luca Grünwald e guidando una KTM Kalex del team Kiefer Racing: così per tutto l'anno, cioè corre solo per sostituire altri piloti. Nel 2015 corre sulla Mahindra MGP3O del team CIP, nel 2016 sostituisce Alessandro Tonucci in Moto2 per il Tasca Racing Team e nel 2017 approda a Tech 3 Team. Nel 2018 è ancora in questa scuderia ma rimedia solo un quinto posto a causa di numerose assenze frutto di un infortunio avvenuto in allenamento. Quest'anno invece Remy Gardner è compagno di squadra di Tetsuta Nagashima nel team SAG e alla guida di una Kalex: attendiamo i risultati.

L'incidente dell'83

Abbiamo già accennato all'incidente che avvenne nel 1983 e che vide protagonista Wayne Gardner e un meno fortunato Franco Uncini. Quest'ultimo venne travolto dall'allora debuttante Gardner ad Assen e chi allora era uno spettatore sicuramente si ricorderà attimi concitati e densi di paura per il povero Uncini steso a terra senza casco. Il pilota italiano, 28enne di Civitanova Marche era campione del mondo della classe 500 e al secondo giro di pista fu vittima di un highside: la sua Suzuki lo sbalzò in aria. Fin qui nulla di così grave, ma cercando di uscire dalla pista impatta sulla moto di Gardner che gli fa perdere il casco e lo lascia a terra immobile. Fortunatamente, anche se restò in coma per 5 giorni, l'urto assorbito era leggero e Uncini la scampò bella, ma le critiche nei riguardi di Gardner si sprecarono e forse anche per questo il suo ricordo giunge ai più come sfocato.

MotoWay - la tua moto la tua strada la tua App!

Commenti

Lascia il tuo commento